Highline, slackline e freeski: la nuova frontiera degli sport estremi

Highline, slackline, freesolo

Photo: Rico

Highline, slackline e freeski: sono la nuova tendenza degli sportivi estremi. Solo per veri appassionati di emozioni forti. 

Ho intervistato un esperto del settore, Aldo Valmassoi, maestro di sci di 28 anni, che mi ha permesso di entrare in questo mondo. Tanto bello, quanto ignoto ai più.

Aldo, sei un appassionato di sport estremi. Raccontami un pò di te.

Posso definirmi un amante della montagna, dove pratico vari sport. Highline, freeski, alpinismo, paracadutismo. Amo stare con gli amici e vivere con loro la natura a 360°. La mia parola d’ordine è libertà: cerco di fare queste attività per divertirmi, migliorarmi, imparare nuove cose e provare esperienze in assoluta libertà.

 

Highline, slackChe cosa è la slackline.

La slackline è  solitamente una fettuccia in polyestere, in nylon o deenema, larga dai 2,5 ai 5 cm. A seconda del materiale utilizzato, varia la modalità di camminata: cambia, infatti, la dinamicità e l’elasticità della slack. Lo scopo è camminarci in equilibrio, senza l’ausilio di una barra, ma utilizzando solo il corpo. Rispetto al comune funambolismo, la slackline ha meno tensione ed è in continuo movimento. Richiede dinamicità ed equilibrio, attraverso continui movimenti più  o meno marcati di adattamento del corpo per poterla percorrere.

Viene solitamente installata tra 2 alberi, a pochi centimetri da terra, con lunghezze che variano in base alle esigenze di chi la pratica.

 

E che differenza c’è con l’highline?

L’highline è la slackline, però installata più in alto. A volte, molto più in alto. Parliamo di svariati metri di vuoto sotto i piedi. Tra due montagne, tra due palazzi o, comunque, qualunque struttura che implichi una certa altezza. Rispetto alla slackline, l’installazione è molto più complessa. In montagna occorre conoscere l’ambiente in cui ci si muove. Ci vuole poi esperienza per riconoscere e installare gli ancoraggi: sono questi che sostengono la slackline e la corda di sicurezza.

Si può dire che la slackline è la base per l’highline?

Direi di si, almeno per quanto riguarda il primo approccio e le prime camminate. Partire direttamente da una highline senza averla prima provata a terra diventerebbe davvero complesso. Oltre alle oggettive difficoltà pratiche, si dovrebbe superare la paura del vuoto e dell’altezza nell’ essere sospesi in aria. Ed una serie di fattori non facili da gestire, se non abituati.

So che tu pratichi principalmente l’highline.

Si. Abito tra le montagne più belle del  mondo e quello che vedo e provo lassù è qualcosa di incredibile. L’ highline concentra sensazioni diverse da qualunque altro sport. Devi essere concentrato, nonostante le forti emozioni che provi durante una traversata. Gestire tutto insieme è davvero difficile. Provare a controllare queste emozioni mi dà la motivazione per provarci ancora. Oltre, naturalmente, al contesto in cui ho la fortuna di poter praticare questo sport, già da solo un valido motivo per continuare.

A che altezza massima hai fatto il funambolo?

L’altezza massima da terra su cui ho camminato un’ highline è stata di 1000 metri. Ero sulla Marmolada, la vetta più alta delle Dolomiti, insieme ad alcuni amici.

Highline, freesolo, slackline

Photo: Giulio Salzani

E’ necessario avere condizioni meteo ideali?

 

In realtà no. L’highline non necessita per forza di condizioni ideali per essere camminata. Sta a noi adattarci.  Vento, pioggia, neve, non sono certo le situazioni più facili per affrontare una slack, ma possono essere una buona difficoltà aggiunta. Che, a volte, diventa divertente e faticosa. Oltre ad un modo per mettere alla prova le nostre capacità.

Tuttavia, poichè il meteo in montagna cambia molto rapidamente, è facile che si creino situazioni pericolose. E’ per questo che deve sempre vigere la regola del buon senso. Bisogna sempre consultare le previsioni meteo, capire quando la situazione sta cambiando e calcolare, se è il caso, il tempo necessario per togliere tutto l’allestimento e tornarsene a casa. A volte, un facile avvicinamento ad una cima con scarsa visibilità e magari un centimetro di neve, può trasformarsi in una condizione difficile e pericolosa, a cui è necessario rinunciare. 

Cosa si prova ad essere sospesi lassù?

 

Stare lassù ha un fascino indescrivibile e diverso, ogni volta. E si provano le più svariate emozioni. Vedi le montagne e quello che ti circonda da un punto di vista unico. Camminare sulla fettuccia sospesa è libertà, ma anche lotta continua con le tue paure. E’ una ricerca costante. Devi concentrarti, trovare la tranquillità, gestire il vuoto. Poi, dopo averci provato ed esserci riuscito, provi una sensazione di gioia allo stato puro. E gli amici: condividere con loro questa esperienza ti lega ed unisce. Sono sempre lì, che ti supportano e ti aiutano. E’ davvero straordinario.

Ogni highline ha una sua storia dietro. Come è stata pensata, la difficoltà  con cui si è riusciti a raggiungere la cima, il montaggio, la camminata. La diversa prospettiva delle montagne. L’esposizione della fettuccia e di conseguenza la percezione del vuoto.

 

L’highline ti fa capire quanto la parte mentale prevalga su quella fisica e mi ha insegnato che, in ogni cosa, è importante trovarsi in una connessione equilibrata.

 

highline, slacklineQuale è il tempo medio di preparazione di una slackline da una montagna all’altra? Quanta pianificazione ci vuole?Occorrono dei permessi?

Non esiste un tempo medio per l’installazione di una slackline. Ci sono troppe varabili. In montagna occorre tenere presente il tempo e la difficoltà di avvicinamento alla parete e quindi alla cima, il numero di persone presenti, il meteo. Ci sono luoghi comodi e facilmente accessibili dove in un paio di ore la si può installare. Altri richiedono anche giorni.

 

Prima di partire per un’avventura su highline è bene chiamare ed avvisare l’ENAC e il soccorso alpino della presenza della fettuccia, della sua lunghezza e della posizione precisa della slack.

 

In Austria e in Francia, per esempio, esiste un modulo da compilare per facilitare questa operazione.

Quali sono i sistemi di sicurezza previsti nell’highline? 

Per prima cosa occorre assicurarsi dello stato di efficienza dei materiali che andremo ad usare.

La slack su cui camminiamo è fissata a degli ancoraggi fissi o mobili, dipende dai casi. Sotto di essa viene installata una corda di sicurezza, solitamente statica o una seconda slack fissata ad altri ancoraggi. Questo, per garantire la massima sicurezza anche nel caso di rottura del sistema principale. L’atleta è assicurato tramite una corda che va dall’ imbrago ad un anello liscio ad alto carico che scorre lungo 2 corde e che ci segue durante la camminata.

Come ci si avvicina a questo sport?

Per avvicinarsi alla slackline non servono particolari doti fisiche o mentali. Se installata a pochi centimetri da terra, e a pochi metri di distanza, chiunque può cominciare a fare i primi passi. E’ ottima anche come attività riabilitativa post infortunio. Così come per migliorare la concentrazione e l’equilibrio.

L’highline è invece più complessa, ed è meglio avere  esperienza a terra. E’ importante sapere come camminare sulla fettuccia e come alzarsi dalla slack da seduti. In molte highline occorre, infatti, allontanarsi dalla zona di rischio di impatto con le rocce in caso di caduta, prima di alzarsi in piedi.

Soffrire di vertigini non aiuta, anche se tutto si può superare con l’allenamento e l’esperienza. Direi che la cosa più importante per avvicinarsi all’ highline è andarci con qualcuno che ha già esperienza, e che ti  possa insegnare come montarla in completa sicurezza, per evitare rischi inutili.

Esiste anche una urban slackline

Si, è esatto. Si tratta di una highline montata in ambiente urbano, come grattacieli, case, edifici o strutture poste in paesi o città. A volte lo si fa in occasione di eventi, o raduni organizzati e autorizzati. In questi contesti, per montare un’ highline servono permessi specifici.

Ti sei prefissato un traguardo?

Ho diversi obiettivi che mi sono prefissato di raggiungere. Ma la cosa che più conta per me è trarre da queste mie avventure emozioni sempre più belle e vere, da condividere con i miei compagni e da solo. Ho un grosso privilegio: fare ciò che più amo in un’atmosfera di assoluta libertà.

Slackline, adrenalina, sport, highlineDove si trova il tuo confine tra sport adrenalinico e sport ad alto rischio?

Il discorso è complesso. Diciamo che adrenalina non corrisponde per forza ad un’attività ad alto rischio. Estremo non vuol dire necessariamente rischioso. Dipende dalla preparazione, dall’ approccio alle varie attività e dalle sensazioni e intensità con cui ciascuno di noi le pratica .

Nell’ highline, quando tutto è installato in sicurezza, non c’è nessun rischio reale. Al limite, rimani appeso alla corda di sicurezza. L’ adrenalina, in questo caso, è data dall’ esposizione della slackline rispetto al vuoto e dal naturale istinto di sopravvivenza di ognuno di noi, nel non voler cadere nel vuoto. Non è poi normale camminare su una fettuccia di 2,5 cm, con punti di riferimento lontanissimi e magari centinaia di metri sotto i piedi. Ci sono giorni in cui la senti di più. Altri meno. Dipende dallo stato d’animo del momento, oltre che dalla preparazione e abitudine.

 

La differenza tra un’attività come l’highline, che per quanto impressionante è uno sport sicuro, ed un’attività come il freesolo slackline/arrampicata o sci estremo, sta nel fatto che qui, non è possibile sbagliare. Il minimo errore può essere fatale.

 

In questo caso, la gestione delle emozioni e la capacità di concentrazione diventano vitali. Ci vuole grande lucidità. Perchè non puoi sbagliare. E le tue paure non devono dominarti, perchè se non le controlli diventano invalidanti e pericolose. La paura non ti permette di gestire il corpo e la mente al meglio: ed è quindi fondamentale capire se è il momento giusto e se la motivazione è quella giusta. Se così non è, bisogna sapere quando è giusto rinviare o rinunciare.

Bisogna ascoltare il cuore, perchè occorre vivere intensamente e collezionare emozioni, ma non rischiare di morire.

A volte, sono le situazioni apparentemente più facili ad essere le più rischiose, perchè ci si muove con troppa disinvoltura e non si è pronti a reagire ad un eventuale imprevisto o sbaglio.

Highline, freeride, freeski

Hai già fatto qualche volo alare?

La scorsa estate mi sono avvicinato al paracadutismo. L’aria mi ha sempre affascinato.

Ho fatto anche qualche volo con una piccola tuta alare e quando metterò via gli sci ne proverò una più performante.

Ma ciò che davvero voglio è migliorarmi nel volo a corpo libero perchè, a mio parere, avere delle ali tra gambe e braccia ti permettono planate più performanti, ma diventano anche un vincolo che limita quella libertà che cerco in aria.

 

Grazie Aldo. Adesso speriamo che arrivi la neve e di poterci godere un pò di freeride!

Se ti piace quello che leggi, condividilo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *