Intervista a Irene Fagherazzi: una vita in salita

Ironman, Lanzarote70.3Irene Fagherazzi, 27 anni, atleta.

Per scelta. E per passione.

Bellunese, Irene pratica ciclismo su strada e MTB, corsa in montagna, nuoto, triathlon cross e sci alpinismo.

Sport duri, di fatica. Che richiedono resistenza, dedizione, passione. E tanta concentrazione, lucidità e forza mentale.

Mi sono sempre chiesta dove questi atleti trovino forza e coraggio per affrontare, in questi sport di endurance, limiti così importanti. In cui il sudore e il sacrificio fanno da padroni. Sono sempre stati, per me, una sorta di eroi idealizzati. La parte più difficile dell’allenamento, quando facevo snowboard a livello agonistico era, infatti, l’allenamento “a secco”. E ho sempre preferito la discesa alla salita in montagna!

La carriera sportiva di Irene Fagherazzi

Irene ha iniziato a praticare sport sin da piccola. La predisposizione alla fatica e alla disciplina rigorosa dell’atleta è nel suo DNA. Già dalle elementari, si dedica alla pallavoloper poi approdare all’atletica con le superiori. All’età di 15 anni, la passione per lo sport all’aria aperta e il bisogno di  portare al limite le sue capacità in uno sport individuale, la orientano sempre di più verso la corsa campestre e la MTB.

Irene  decide, allora, di mettersi alla prova, con delle gare di mtb cross country e marathon, e raggiunge risultati di tutto rilievo. La bellunese, per alcuni anni, figurerà tra le migliori donne del Veneto della sua categoria, in queste discipline. A 18 anni, decide di dedicarsi agli studi universitari. E lascia l’agonismo.

Ma la passione per la montagna e lo sport di endurance le mancano.

E, non appena ha un attimo libero, si allena.

Quando ho finito l’università, ho iniziato a lavorare come fisioterapista e ho ripreso pian piano ad allenarmi nei ritagli di tempo. Avevo perso la forma fisica e solo la testa mi trascinava…quanta fatica riprendere!!!” Irene mi racconta che sarà la pallavolo ad aiutarla, per riprendere ad allenarsi con costanza. Oltre, naturalmente, alla voglia di ritornare in forma e raggiungere i suoi massimi livelli.

La Fagherazzi riprenderà a gareggiare nel 2014. E ritroveremo un talento.

Vertical, triathlon, duathlon

Mi sono impegnata, soprattutto, nel ciclismo su strada, nello sci alpinismo (quasi tutte vertical) e nella corsa in montagna. Ho fatto anche qualche triathlon, sia sprint che olimpico, e ho raggiunto dei buoni risultati. Nel triathlon delle Dolomiti sono arrivata seconda di categoria, per me un’enorme soddisfazione”.

Dal 2015 incrementa l’attività agonistica, partecipando a numerose Vertical di sci alpinismo e si classifica quasi sempre tra le prime 5 donne. Non mancano le partecipazioni al Sellaronda Ski Marathon e al Folgrait Skialp.

Il meglio, però, l’atleta bellunese lo esprime sulla bici. Ma ama anche la corsa in montagna. Irene si districa, infatti, tra cronoscalate e Transcivetta.

 

 

Nel 2016, la forma fisica è tornata quasi completamente. E Irene Fagherazzi colleziona vittorie e podi con lo sci alpinismo, con il ciclismo su strada e con la MTB. Ormai è inarrestabile e, quasi timidamente, partecipa come esordiente ai Campionati italiani di Triathlon cross di Farra d’Alpago del 18 luglio 2016. Si classifica ai piedi del podio, al quarto posto. Ma al secondo posto di categoria.

Irene, pratichi molti sport. Quali sono le gare che ti sono rimaste nel cuore?

“Indubbiamente le prime marathon in MTB . Forse perché la MTB e la competizione sono state determinanti a costruire la mia identità di atleta al termine dell’adolescenza. Più i risultati arrivavano, più acquisivo fiducia in me stessa. E più avevo voglia di mettermi alla prova e competere ancora”.

Irene mi spiega che le gare, per lei, sono un modo per cimentarsi in obiettivi e traguardi mai raggiunti o testati in precedenza. Sia per lunghezza del percorso che per  la difficoltà dello stesso.

La prima volta in cui ho raggiunto in MTB la cima di una montagna, 2400 metri di altezza, durante la Pedalonga nel 2006 e la Marathon mtb associata ai campionati europei in Alpago, ho provato delle emozioni fortissime. Anche un grandioso tifo, tutte le persone che mi conoscevano erano là a tifare per me e la mia prima esperienza nei luoghi di casa hanno contribuito, sicuramente, a rendere queste gare indimenticabili. Sono le emozioni della prima volta che mi danno una carica incredibile”.

Duathlon, Triathlon cross, running

Per riuscire in queste, che per me sono imprese, ci vuole sicuramente tanta dedizione e allenamento. Quante gare fai all’anno? E con che frequenza ti alleni?

Negli ultimi due anni mi sono cimentata in circa 30 gare all’anno. Mi alleno non regolarmente per impegni lavorativi e di studio. Ma riesco quasi sempre a fare delle sessioni  4-5 volte a settimana. Con eventuale gara solitamente nel fine settimana”. 

Insomma, tempo per riposare ce ne è davvero poco!

Sei nell’età della maturità atletica, non hai voglia di specializzarti in una sola disciplina?

Penso che specializzarsi in uno sport sia la cosa migliore per provare a ottenere risultati importanti. Sicuramente attraverso allenamenti ben definiti, costanza e dedizione. Se dovessi scegliere uno sport in cui specializzarmi, sarei un po’ in difficoltà. Ma sceglierei il ciclismo, da strada o mtb, senza abbandonare però il triathlon cross. Allenarmi in un unico sport non mi fa stare bene, sento che i tessuti perdono in adattabilità ed elasticità.”

Immagino tu ti sia data degli obiettivi, da qui ad un anno.

Si, è esatto. Per la prima volta, nell’anno 2016, ho fissato degli obiettivi di gare, forse un po’ troppo diversificate tra i vari sport. Ma me la sono sentita di mettermi alla prova in tutte e per ora le sto portando a termine, sempre soddisfatta.Sono però consapevole di non poter dare il massimo in tutti gli sport. Scegliere gare mirate e prepararle al meglio, riducendone il numero e la tipologia, è uno degli obiettivi.”

Irene parla con passione di tutti gli sport che pratica e lascia trasparire delle emozioni forti.

E allora le chiedo:

Cosa è per te lo sport?

“E’ libertà, benessere, pace interiore, equilibrio. Ma anche autostima, fatica, gioia, paura, sfida. E, non ultimo, amicizia, rivalità, orgoglio, rispetto. Siamo fatti per muoverci nello spazio che ci circonda, per esplorarlo e conoscerlo. Perché non portare questa nostra capacità al limite del gesto atletico, nel modo che più si addice a ciascuno di noi, al fine di renderlo efficace, preciso e totalizzante?”

Triathlon, bici

Immagino che non sia facile rimanere motivati e concentrati sull’obiettivo, soprattutto quando ti senti stanca e vedi la vetta lontana. Come ti senti e cosa consiglieresti a chi decide di intraprendere una strada…sempre in salita?

“In questo momento della vita mi sento energica, sempre con nuove idee e obiettivi. A livello fisico, alterno periodi di piena forma a momenti in cui mi sento stanca o affaticata, a livello muscolare. Faccio il possibile per non arrivare in questa condizione a una gara, soprattutto se è impegnativa. Quello che cerco di fare per me stessa, mi sento di consigliare a chi decide di affrontare questi sport. Quindi: riposare e nutrirsi in maniera corretta, innanzitutto. Ma la migliore medicina è ascoltarsi, anche se non è sempre possibile fare ciò che farebbe stare meglio. Cercare di prepararsi a tutto nel migliore dei modi, senza dimenticare che, a volte, è meglio fermarsi e dare le giuste priorità”.

Irene: continuerai a gareggiare ancora per molti anni?

Credo di non potere fare a meno di praticare sport. Anche dopo avere smesso, sono tornata a praticarlo a livello agonistico per mia scelta. Direi, quindi, che fa parte del mio stile di vita. Potrò ridurre il numero delle gare e degli allenamenti nel momento in cui ci saranno altri impegni o priorità. Ma ogni volta che sarà possibile, sceglierò di correre piuttosto che farmi portare.”

E direi che è un ottimo stile di vita.

Irene Fagherazzi è appena rientrata da Lanzarote, dove ha corso il Club La Santa IRONMAN 70.3, L’obiettivo di Irene era arrivare al traguardo, in quello che è considerato uno dei percorsi più duri al mondo dagli atleti del settore. Ma Irene non si è limitata a questo. Con il tempo di 6:11:23 , si è  classificata al quarto posto di categoria, a conferma della forma raggiunta e dell’impegno di questa atleta (per tutti i dettagli della gara di Irene Fagherazzi, puoi cliccare qui).

Non  mi resta che farle i miei più grandi complimenti e un grosso in bocca al lupo per le prossime gare!

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